ROSITA MEZZELA GING_HER

Viaggio Interiore

La pittura di Rosita Mezzela – GING _ HER
Il suo interesse per l’arte si manifesta, prima della formazione accademica, su angoli di quaderno e altre “canvas” di recupero, sotto forma di figure astratte dalle linee spesse, curve e a trama fitta.
Alla fine degli studi presso il Primo Liceo Artistico di Torino Rosita matura la sua passione per la corrente espressionista. I suoi primi lavori, dai tratti pesanti e decisi, sono influenzati dalla mano di maestri come Edvard Munch, Oskar Kokoschka, Otto Dix ed Egon Schiele, soprattutto per il loro utilizzo del colore: forte, denso, violento e vivo.In seguito si avvicina all’arte astratta, con un’attenzione quasi ossessiva nell’occupare la tela nella sua interezza, come nelle opere in all-over di Mark Tobey. Nei colori predilige la cromia accesa, con l’uso ricorrente del rosso e del nero.
Che sia tela, polistirolo, compensato, plastica, vetro o muri, Rosita dipinge traendo il meglio dalla superficie scelta.
L’unico requisito è la dimensione: più grande il supporto, maggiore la possibilità espressiva.
Dal 2014 la pittura di Rosita ha subito una forte evoluzione sotto l’influenza di street artist contemporanei come Banksy e Obey, pur mantenendo la sua matrice personale.
I richiami alla Pittura Segnica e all’ascendenza del Graffitismo degli anni Ottanta di Basquiat e K. Harring dimostrano la sua volontà di esplorare diversi stili e tecniche, fondendoli per creare un’arte unica e originale, riuscendo a rimanere al passo con le tendenze del passato e del presente e creando un’arte che rispecchia la sua personalità e la sua visione.
L’ascendente per la Street Art va vista anche nell’ottica di avvicinare la sua arte a un pubblico più vasto e di renderla più accessibile e comprensibile al di fuori del mondo dell’arte tradizionale, in cui l’opera d’arte viene vista come un prodotto elitario e riservato a pochi eletti. La Street Art, al contrario, può essere apprezzata da tutti, in quanto parte degli spazi pubblici che molti di noi percorrono quotidianamente.
Viaggio Interiore
Presto o tardi ogni artista deve affrontare i suoi demoni. Senza l’introspezione l’arte stagna, diventa esclusivamente uno sfoggio di tecnicismi. Guardarsi dentro ed esplorare i propri dubbi, le paure e i lati più nascosti e autentici, è un processo essenziale per far emergere la vera essenza dell’arte, trasporla su supporto fisico senza vincoli, così che svolga il suo ruolo catartico per l’artista e soprattutto lo spettatore, di liberazione dalle catene dell’autocontrollo e delle inibizioni. Come ha detto Jackson Pollock: “Dipingere è un’azione di autoscoperta. Ogni buon artista dipinge ciò che è”.
Durante il suo percorso interiore Rosita si imbatte nei Tarocchi e li adotta, prima per curiosità, poi come strumento di comprensione dell’inconscio. Col tempo sviluppa una visione per dei tarocchi di sua creazione, rielaborandoli per rispecchiare diverse fasi della vita da affrontare, accettare e superare. Le carte diventano un mezzo di conoscenza del sé, un espediente per diventare chi desidera essere. Silenziosi accompagnatori per Rosita, il corteo di Re e Regine, Papesse ed Eremiti, Amanti e Trionfi le hanno insegnato a lasciar andare il passato, non angustiarsi per il futuro e vivere appieno il presente.