AKIRA ZAKAMOTO

Media-Mente FALSO

“L’intelligenza” artificiale di Instagram discrimina i post in base ai simboli in essi contenuti, è capitato di recente ad un post raffigurante un mio quadro.
Il paradosso sta nel fatto che il post oscurato (censurato) intendeva riflettere sul ruolo dei media nella storia recente e sulla loro capacità di manipolare la verità a favore del potere. L’opera raffigurava il personaggio di Super Mario della Toei, con un cappello da nazista, dipinto ad olio su una pagina originale del Corriere della sera del 13 Aprile 1945.
In quel periodo storico l’Italia si era arresa agli alleati da due anni, ma il nostro principale quotidiano titolava: “Ferrea volontà di combattere fino alla vittoria” accanto ad una foto di Hitler e Mussolini intenti a pianificare le loro mosse militari su una mappa.
Gli articoli della pagina raccontano una realtà di iperbolica fantasia, nella quale si dà per scontato che i fascisti riusciranno a breve a vincere la guerra in Italia e nelle colonie, assieme all’alleato tedesco.
Nell’ottima serie ambientata in una realtà parallela alla nostra “The man in the high castle” diretto da David Semel (Amazon Prime Video); l’asse ha vinto la guerra, Germania e Giappone si sono spartite il mondo, i fascisti italiani non vengono citati in nessuna delle 40 puntate, dunque il titolo del Corriere del ‘45 non trova sponda nemmeno in un’opera di fantasia distopica a ottant’anni di distanza.
Nella realtà i tedeschi il 13 Aprile 1945 stavano perdendo Vienna ad opera delle truppe di Stalin, dodici giorni dopo l’Italia sarebbe stata liberata dagli americani e quindici giorni dopo Mussolini sarebbe stato giustiziato dai partigiani.
Il direttore del Corriere, Ermanno Amicucci, in quei giorni scelse di manipolare la realtà perché il potere era ancora nelle mani di Nazisti (che avevano occupato Milano) e Fascisti della Repubblica Sociale Italiana.
Oggi più che nel ‘45, l’unico potere che muove tutti gli altri è quello economico, per questa ragione internet non è più il luogo di libertà di espressione e di libera circolazione delle informazioni, che avevamo contribuito a costruire all’inizio del millennio, il kraken economico si è impossessato del nostro giocattolo mutandolo in una macchina da soldi.
Instagram e gli altri social non fanno eccezione, non servono per conoscersi, condividere o per comunicare, ma per creare un mercato.

La censura in questo contesto viene operata da anonime “intelligenze” artificiali, allo scopo di favorire gli scambi e la conseguente creazione di valore economico.
Il tentativo è quello di ridurre il più possibile il materiale controverso, le discriminazioni, le informazioni alternative, la violenza, ecc, in modo da creare uno spazio il più inclusivo possibile, nel quale poter vendere e comprare in totale fiducia e sicurezza, la cultura e l’arte si dovrebbero quindi piegare a questo imperativo.

Si vende meglio intrattenendo, parlando di facezie, mantenendo il livello della narrazione comprensibile a tutti, per questa ragione la maggior parte dei post che vediamo raccontano di incidenti tragicomici, donne seducenti e naturalmente prodotti acquistabili con un solo tocco delle dita.

Chi è nato negli anni settanta in Italia, come chi scrive, ricorda tra le diverse schifezze di cui siamo stati testimoni, della nascita delle televisioni private, nelle quali per la prima volta stupidità, facezie e grandi seni rappresentavano il tema dominante della maggior parte dei programmi. La raccolta pubblicitaria funzionava talmente bene con queste tematiche, che la Rai si dovette arrendere all’evidenza, tanto che oggi non vi è alcuna differenza tra le due emittenti, a parte il canone.

Si può dire che Berlusconi sia stato il primo a capirlo, quindi il migliore dal punto di vista imprenditoriale, conseguentemente il più ricco, e anche il più votato in seguito. Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, in predicato di divenire Presidente della Repubblica, se solo si fosse reso conto che l’elettorato adora facezie e grandi seni, tollera le prostitute, ma non perdona i puttanieri.

Nei giornali di ieri e dell’altro ieri si trova il futuro visto e sperato nel passato, e il passato non realizzato nel futuro, la menzogna eletta a sistema di riferimento, il mentire per convincere e incitare, e soprattutto la guerra, unica costante di questi ultimi ottanta anni di pace.

La storia è sempre stata scritta dai vincitori, dal potere politico e militare.
Oggi il passato, la storia, il presente e l’idea del futuro, vengono scritti attraverso il potere tecnologico e mediatico di mistificare la realtà, di gratificare l’ego dei destinatari di un messaggio, fino a portarli a credere che il surrogato della realtà che osservano sia la realtà stessa.
Il ricorso al surrogato è sempre più presente in ogni aspetto della vita umana, ed è vissuto dalla maggior parte delle persone come aspetto innovativo, ecologico, emancipante, salutare, migliorativo, sicuro.
Gli animali domestici, i robot, le bambole di silicone, sono utilizzati come surrogati di figli, mariti, mogli, amanti e nipoti; la chirurgia plastica viene utilizzata per produrre corpi e identità sessuali surrogate; la pornografia e il sesso protetto permettono di surrogare l’atto sessuale stesso; i cibi sintetici, vegan, le barrette nutrizionali, le medicine che permettono di ottenere prestazioni in tutti gli ambiti, gli esseri umani stessi sono surrogati di se stessi.
Verso gli spazi più intimi e fondamentali della nostra esistenza, vengono promossi prodotti, idee e comportamenti che cercano di allontanarci dalla vita reale, verso una vita fittizia, virtuale, sintetica, nella quale l’esperienza interiore è sostituita con l’immagine mistificata che la società ha di noi.
Una menzogna ripetuta all’infinito non diventa vera, ma rende la mistificazione una pratica socialmente accettabile, il senso del vero si perde dietro alla consapevolezza che ogni verità potrebbe contenere, in tutto o in parte, una mistificazione.